Il Figlio Cambiato

Sabato 8 dicembre • ore 21
Domenica 9 dicembre • ore 18

PRENOTAZIONI: 334 1598407 (anche SMS)
Si prega di arrivare quindici minuti in anticipo

di GIANCARLO MORETTI
da un’idea di Luigi Pirandello

con GIOVANNA CAPPUCCIO

• Premessa

Nel 150 anniversario della nascita di Luigi Pirandello si propone una riflessione sul pensiero del drammaturgo siciliano andando a scavare ‘dietro’ ad una sua opera, la novella “Il figlio cambiato” (1902) per esplorare il ‘non detto’ che è all’origine del testo. Una storia ambientata nell’Italia povera di fine Ottocento, di rapimenti e scambi di bambini, e forse dell loro commercio per garantirgli un futuro migliore. Una storia di povertà e dolore, una storia di madri tra amore e dolore.

Lo spettacolo “Il figlio cambiato” è un’opera assolutamente originale di Giancarlo Moretti che affronta il tema del distacco, dell’abbandono e dell’amore materno, tra il passato pirandelliano di un su Italia dei primi del Novecento e la realtà di tutti i giorni in cui il nostro paese è meta di drammatiche migrazioni.

• Note di regia

La scena è composta da alcuni pancali in legno grezzo con delle cassette di frutta anch’esse in legno che ricostruiscono in modo stilizzato un ambiente povero e fuori dal tempo, caratterizzato da solitudine ed instabilità. Sui pancali e cassette di frutta sono attaccate le immagini delle “sette Madonne della tammorra” alle quali la donna si rivolge accendendo dei lumini e pregando.

Si snoda così la storia in cui la protagonista, nella sua solitudine, passa dal suo essere donna e madre, ad uno status di Madonna anch’essa e poi di figlia.

Lo spettacolo utilizza suoni e musiche che provengono dalla tradizione musicale della tammorra e dei canti processionali delle festività delle Madonne. Nel finale vi sarà però il mixaggio con canti popolari femminili africani, a segnare la vicinanza del dolore del distacco materno della fine dell’ottocento del sud Italia con quello attuale dei migranti africani.

Le luci sottolineano i cambi di status della donna attraverso tagli, controluce e penombre.

Lo spettacolo è in cammino come la storia che narra. Ha avuto un esordio in fase di studio affidato alle cure della brava Valentina Siracusa, ed ora viene preso per mano in forma definitiva dall’attrice napoletana Giovanna Cappuccio per entrare ancora di più nello spirito profondo del mondo misterico delle Vergini della tammorra ed aumentare la suggestività dello spettacolo.

CENTRO CULTURALE ARTEMIA
Via Amilcare Cucchini, 38
Roma (Zona Portuense – Monteverde/Forlanini)