Si chiamava Donatella come me

Sabato 24 novembre • ore 21
Domenica 25 novembre • ore 18

PRENOTAZIONI: 334 1598407 (anche SMS)
Si prega di arrivare quindici minuti in anticipo

Di e con DONATELLA MEI

Voci di Francesca La Scala, Pietro Faiella e Alimberto Torri

Luci Lucia Mieli Liquori

• Sinossi

Uno sguardo, un sogno, un monologo che vuole immaginare quello che Donatella Colasanti non ha detto e ricordare quello che ci ha lasciato, dai versi alla fondamentale legge contro lo stupro, che dal 1994 e grazie al suo processo viene considerato un reato contro la persona e non contro la morale.

Donatella Colasanti, vittima con Rosaria Lopez, che ne morì, del massacro del Circeo (1975) è scomparsa nel 2005 a causa di un cancro al seno. I trent’anni successivi alla violenza subita, la sua ricerca di giustizia, le lotte politiche, la scrittura, la poesia, la sua passionale aggressività, la legge contro lo stupro, sono la materia viva su cui lavora Donatella Mei. Da qui il titolo, “Si chiamava Donatella come me”, giocato anche su una similitudine anagrafica tra l’autrice e la Colasanti.

Un viaggio introspettivo, nell’anima della protagonista in cui ogni tappa è documentata dalla storia giudiziaria, dalle udienze, dal paradossale destino dei tre colpevoli, dal continuo confronto con la realtà e la sua metabolizzazione. Ad accompagnare la sua vita il dolore, l’eco della violenza subita e una costante ricerca di giustizia. Lei, dentro, la forza la trova e la lucidità che le ha permesso di non morire la tragica sera del massacro la conserva ma, per andare avanti annulla progressivamente i segnali che il corpo le manda e muore giovane, a 47 anni.

“Si chiamava Donatella come me” è uno spettacolo di denuncia, ma anche di riflessione e di introspezione, sui meccanismi relazionali fra uomini e donne. Uno spettacolo di sorprendente attualità, che smaschera l’ipocrisia della parità: non bastano le leggi, le opportunità e i progressi fatti dalle donne in tutti i settori della vita pubblica ed economica. Di violenza maschile si continua a morire, anzi proprio laddove aumenta il potere delle donne, si inasprisce il conflitto con gli uomini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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