Laltra – Rassegna “Il Sipario delle Donne”

Spettacoli e Rassegne

Spettacolo selezionato per la Rassegna Teatrale IL SIPARIO DELLE DONNE

Venerdì 3 marzo • ore 21
Sabato 4 marzo • ore 21

Domenica 5 marzo • ore 18

PRENOTAZIONI: 334 1598407 (anche Wsp e SMS)
Si prega di arrivare quindici minuti in anticipo per non perdere la prenotazione

Scritto da FRANCA DE ANGELIS
Regia di CHRISTIAN ANGELI
Con ANNA CIANCA

• Sinossi
Un monologo tragicomico sulla violenza di genere

Maria Giovanna è una donna dalla vita apparentemente realizzata e felice. La mattina di un giorno apparentemente felice come tanti altri, però, ascolta alla radio una notizia che la turba inspiegabilmente. Una donna di nome Maria, della sua stessa età e dalla vita, anche lei, apparentemente felice, è stata uccisa dal marito. 

La giornata di Maria Giovanna procede come una qualsiasi giornata felice. Ma l’angoscia che quella notizia le ha procurato non si dilegua. 

LALTRA è “l’altra donna”, quella che Maria Giovanna pensa di non essere, quella così fragile o ingenua o sfortunata da soccombere per mano di un uomo che ama. LALTRA è Maria, la donna sottomessa che lei rifiuta di sentirsi, tanto che quel primo nome lo ha cancellato per farsi chiamare soltanto Giovanna: un nome battagliero, da vincente. LALTRA è la sorella gemella che non è mai nata, che non si è nemmeno mai sviluppata e che vive solo come un bozzetto sulla schiena di Maria Giovanna, una sorta di terza scapola. 

Ma è davvero altro da lei? E la sua vita è davvero felice? 

Maria Giovanna si racconta – e ci racconta – la sua vita, che felice non è, ma che lei vuole vedere così, a tutti i costi, appigliandosi, in un tormentone comico, alla saggezza popolare dei proverbi che invitano alla pazienza e alla sopportazione. Dall’infanzia dominata da un raffinato padre-padrone cui basta storcere un poco le labbra per ottenere ciò che vuole, al fratello maggiore che la tratta da cretina. Dai sogni messi da parte per ottenere l’approvazione degli altri alla lenta assuefazione a farsi da parte, piccola e invisibile, ma sempre facendo buon viso a cattivo gioco, sempre cercando di convincersi di essere realizzata. 

Ci racconta del lavoro in cui è l’ultima ruota del carro nonostante sia più efficiente dei colleghi maschi, dell’amante che per un attimo la fa sognare e poi la tradisce e abbandona, rivelandole le proprie meschine menzogne. Ci racconta del suo parlare da sola – o forse a quella sorella gemella mai conosciuta, che non ce l’ha fatta – perché nessun altro l’ascolta. Ci racconta dei figli maschi cresciuti come principi e privi di riconoscenza. E ci racconta del marito, in un crescendo di piccole rivelazioni, come se solo poco a poco prendesse finalmente consapevolezza del mostro che ha sposato. Fino a capire che “l’altra” è lei stessa. Per arrivare a un doppio ribaltamento finale, in cui finalmente si ribella. Come Giovanna e come Maria. A nome di tutte le donne che subiscono facendo buon viso a cattivo gioco. Quel bozzetto sulla schiena, quella terza scapola, si trasforma in una possente ala che le dà finalmente la forza di volare. 

In un periodo in cui il femminicidio e l’abuso sembrano tristemente all’ordine del giorno, il monologo LALTRA è una riflessione tragicomica sulle piccole violenze di genere quotidiane, quelle che si dànno per scontate e che si tende a liquidare come piccolezze, ma che ancora oggi fanno della donna una, spesso inconsapevole, cittadina di serie B. Ed è un invito a reagire. 

• NOTE DI REGIA:
Il monologo LALTRA si fonda prevalentemente sull’attorialità della protagonista. L’interprete, con la sua fisicità e vocalità, dà voce non solo a se stessa nelle varie fasi della propria vita ma anche agli altri personaggi, maschili, del suo vissuto. In una scenografia essenziale – teli dipinti che rimandano alle illustrazioni dei libri per bambini della prima metà del ‘900 e pochi oggetti fortementi simbolici –, che è essa stessa proiezione dell’immaginario della protagonista, ella accompagna lo spettatore attraverso i luoghi fisici che scandiscono la sua giornata tipo e la sua vita intera. La casa, l’automobile, l’ufficio, la mensa aziendale, le poste e ancora la casa non sono però solo luoghi, bensì le stazioni del percorso di auto consapevolezza che lei compie. La vicenda di Maria Giovanna è una Via Crucis al femminile, assolutamente tragicomica, in cui, a ogni stazione, la protagonista fa il punto della situazione sul suo faticoso cammino, su quell’“Altra da sé”. Uno specchiarsi in se stessa che in principio sarà distratto e superficiale, per poi diventare sempre più attento, sempre più consapevole. 

Quindi ogni stazione rappresenta una fase della dissoluzione delle rimozioni su cui la protagonista ha costruito la sua esistenza; Maria Giovanna stessa simboleggia la donna vittima di violenza che nutre l’illusione di non essere tale, deformando nella propria memoria ogni angheria subita, convertendola in manifestazioni d’amore o addirittura in una propria colpa – da cui il tono paradossale e spesso tragicamente comico. 

Infine, ciò che in apparenza sembra essere l’ultimo giorno della sua vita è, in realtà, il giorno in cui le illusioni, una a una, cadono, lasciando il posto alla coscienza, unica condizione possibile per liberarsi. 

Ingresso € 12
Tessera nuovi soci €3

CENTRO CULTURALE ARTEMIA
Via Amilcare Cucchini, 38
Roma (Zona Monteverde - Portuense/Forlanini)
Tel. 334.1598407

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Venerdì 14 ottobre • ore 21Sabato 15 ottobre • ore 21PRENOTAZIONI: 334 1598407 (anche Wsp e SMS)Si prega di arrivare quindici minuti in anticipo per non perdere la prenotazione Una produzione di: Opificio 03Regia e adattamento: Silvia Ponzo e Nino SileciCon: Davide...

Uno spazio dove la cultura, l’arte e la creatività possano sostentare l’animo e lo spirito di chi voglia avvicinarsi.

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