NO ENVEJECEREMOS JUNTXS – non invecchieremo insieme

Spettacoli e Rassegne

Da mercoledì 6 maggio su:
www.facebook.com/centroculturaleartemia

“Cronaca inquietante della fragilità dei corpi. Ci unisce la volatilità, un nettare emanato e ricercato! Tentativo assurdo o litigio amoroso per restare insieme quando ogni tentativo è già un artifizio, una finzione coreografica sottomessa al pulsare di una musica travolgente. Dove ci condurrà l’insistenza davanti ad un così folle tentativo?”

Creazione, regia e coreografie di: LUCAS NAHUEL CÁNEPA

Con: ÁNGELES PIQUÉ, IGNACIO GARCÍA LIZZIERO, FEDERICO PÉREZ GELARDI, LOLA CANIGGIA, CIELO GONZÁLEZ SMITH, PAULA CLADIROLA, PAULA BLANCO, FACUNDO MONASTERIO, DELFINA THIEL, LAILA GELERSTEIN e BRENIE GORA.

Web site della compagnia:https://noenvejeceremosjuntos.wordpress.com

Di questi tempi possiamo considerare il desiderio di invecchiare insieme a qualcun altro come un’utopia. Forse per i giovani che si trovano tra la generazione “millenial” e quella “Z”, non sia neanche un punto da considerare, o forse non ci sia neanche il desiderio di invecchiare insieme a qualcun altro o forse sì.

Questi talentuosi attori e danzatori argentini riprendono la scena in un momento storico particolare, ed ispirati dalle limitazioni imposte dalla pandemia, continuano a sperimentare per portare avanti in modo creativo ed innovativo tutta la loro potenza espressiva.

Il progetto, a modo di prova virtuale, in quest’ultima versione multimediale, è stato selezionato per partecipare al “Fide.ba - Festival Internazionale di Danza Emergente” che si terrà il 16 di maggio 2020 in un’edizione completamente diversa da quelle passate, giacché quest’anno sarà un importante festival virtuale.

Fino alla data di pubblicazione dell’opera completa, il Centro Culturale Artemia, polo creativo sempre attento alla sperimentazione ed alla valorizzazione di lavori focalizzati sulla ricerca di nuove forme drammaturgiche, lontane dalla scena mainstream, ha l’onore di pubblicare in esclusiva nella sua pagina istituzionale Facebook le anticipazioni e prove aperte virtuali fino alla pubblicazione dello spettacolo completo che metterà gratuitamente on line subito dopo l’esordio dello stesso all’interno del festival che lo ha selezionato.

Speriamo in questo modo di continuare a stimolare ed incuriosire il nostro pubblico e mantenere viva la fiamma dell’arte, unico sano nutrimento della nostra anima.

Ecco a voi l'opera completa direttamente dal "Fide.ba - Festival Internazionale di Danza Emergente"!:
https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fyoutu.be%2F1h34V892NeU%3Ffbclid%3DIwAR0KTO6l4jmgXQTiCT-vKht4bzYjBgRNC1IxqM0O5_aBZQvQWVDo0fG_JJ0&h=AT1IQtgE-s_IlLHwQ-bJB3CbRdMEh7Y7eK2M80Vl5Yccv53cvsVVdDhM9OoS2BkaCgJCn0el0Ajy-EpoTYVhJaUuqmXTuJDJ5syw8bh3lWvYYYaVLvHB0ckdV9aQ4SH30CFbkcw


• Lo spettacolo originale:

Un gruppo di persone di aspetto informale rimane in fondo alla scena mentre gli spettatori prendono i propri posti. Loro attendono vigili ma in disparte. L’ambientazione è attuale, di aspetto giovanile e vivace.

Si sente musica elettronica, musica da ballare. Un ritmo molto attivo che ricorda la notte, la disco, la festa. Improvvisando con i parametri della danza, i movimenti di quel gruppo di persone che attendeva vigile e in disparte, incominciano ad intrecciarsi con gli abiti scintillanti di scena e con quei gesti minimalisti dove l’atto di osservare occupa un posto che sottolinea la dinamica degli spazzi notturni del mondo della disco.

L’empatia sorge nello specchiare il movimento dell’altro ed in questo modo si costruisce una fisicità collettiva che inizia a segmentarsi in diverse “tribù urbane” che confluiscono in diversi raggruppamenti.

In queste situazioni di danza, convivono l’individuo ed il gruppo. Ognuno è il proprio strumento ed ha la possibilità di unirsi alla sonorità fisica dell’altro.

Si creano svariate configurazioni in un continuum che produce una tensione e che si snoda tra l’esaurimento, la resistenza e la stanchezza, e dove si mettono in risalto il sudore, il respiro, l’agitazione, i sospiri, l’apparente silenzio e tutta la fisicità degli interpreti.

Tra quelle dinamiche si crea uno stato di trance che sorge nel superamento della stanchezza. Sorgono anche le domande riguardo i movimenti ininterrotti che sostengono tutto lo spettacolo: Fino a che punto si può abusare di una risorsa? Quanto può resistere un corpo?

Il ritmo dei corpi ad un certo punto si ferma, lasciando lo spettatore con l’irrefrenabile desiderio di ballare.

• Prima evoluzione dello spettacolo:

In una seconda sperimentazione l’irrefrenabile desiderio di ballare del pubblico trova un canale all’interno dello spettacolo, diventando un’opera interattiva dove lo spettatore, rompendo totalmente le regole della quarta parete, viene inglobato nella scena e diventa parte di essa, ogni uno con i propri tempi ed in base all’impulso fisico che nasce naturalmente attraverso gli stimoli e sensazioni che lo spettacolo trasmette.

• Seconda evoluzione dello spettacolo (oggi):

In un momento storico come quello che l’umanità vive in questi giorni di pandemia, lo spettacolo, grazie alla sperimentazione, continua ad evolversi e dunque prende come supporto una delle più comuni piattaforme per videoconferenze e la trasforma in palcoscenico.  Il risultato di queste prove sperimentali viene ripreso e si crea un video, dove l’originalità del “prodotto” si basa sia nell’utilizzo dei mezzi a disposizione e nel modo nel quale gli interpreti realizzano le loro performance.

A causa della situazione internazionale le piattaforme a disposizione vengono giustamente utilizzati dagli artisti come placebo per proporre al pubblico da casa, vecchi spettacoli ambientati già in teatro, invece questa compagnia argentina adatta completamente la propria opera ad un nuovo palco/strumento/linguaggio ed i movimenti scenici utilizzati durante lo spettacolo originale, vengono provati e reinterpretati per adeguarsi ad un format che non permette di esaltare i dettagli attraverso la visone dell’immagine totale dei ballerini, quindi i dettagli e le inquadrature parziali diventano protagonisti e in maniera magistralmente creativa e SPERIMENTALE gli interpreti continuano a trasmettere l’essenza ed il messaggio dell’opera.

Direzione artistica: Maria Paola Canepa

CENTRO CULTURALE ARTEMIA
Via Amilcare Cucchini, 38 – Roma
www.centroculturaleartemia.org

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