Padre Eterno – Compagnia vincitrice del premio “Miglior Spettacolo” del Festival “InCorti Teatrali 2019”

Spettacoli e Rassegne

Venerdì 13 maggio • ore 21
Sabato 14 maggio • ore 21
Domenica 15 maggio • ore 18

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 334 1598407 (anche Wsp e SMS)
Si prega di arrivare quindici minuti in anticipo per non perdere la prenotazione
GREEN PASS OBBLIGATORIO

Scritto da ANTONIO MOCCIOLA
Regia di TOMMASO ARNALDI
Aiuto regia di MARTINA CORSI
Con FRANCESCO GIANNOTTI & ANDREA CASANOVA MORONI
Scenografia, costumi e locandina: DOROTEA OTTAVIANI

• Sinossi
Alla base della letteratura kafkiana c'é il concetto di umiliazione, collegata alla soggiogazione. In un lavoro pubblicato postumo, "Lettera al padre", c'è la summa del mondo interiore (e delle relative radici) del genio di Praga. Ma quel padre amato e detestato, ombra perenne e magnetica ossessione, ha favorito - suo malgrado - i capolavori che conosciamo. Il padre di Franz Kafka, robusto e cinico carnefice del gracile poeta, è figura attuale, anche in tempi in cui l'autorità genitoriale assume contorni sempre più sfumati, persino patetici. Apparentemente. Nel marasma esistenziale di un adolescente maschio alle prese con la mitizzazione di chiunque (il bullo più macho, il calciatore più famoso, il cantante più cliccato) non c'è sorte peggiore che idolatrare il padre, perché lui - e solo lui - conosce le più intime fragilità di un figlio, specie se fragile. E lo strumento di potere, che dovrebbe essere educativo, può deflagrare in sevizia. Mentre nel ragazzo (forse per difesa, forse per una latente perversione) subentra una sorte di sindrome di Stoccolma: l'amore per il proprio carceriere.

E' quello che accade in questo spettacolo in cui, prendendo le mosse dalla lunga e straziante lettera (peraltro mai consegnata) del giovane Franz al padre Hermann, il rapporto tra i due uomini si scoperchia dolorosamente, ma anche catarticamente. Tutto è scoperto, tutto è esposto: il pianto, la gioia, la sofferenza, il sorriso, la derisione, la manipolazione, il corpo, il guinzaglio che lo lega, metafora apparente (ovvero che appare) di un cordone ombelicale qui in versione virile. Perché alla fine è proprio il padre a seppellire il figlio, ribaltamento freudiano e sberleffo della natura. Eterno Padre, Padre Eterno.

Ingresso € 12
Tessera nuovi soci €3

CENTRO CULTURALE ARTEMIA
Via Amilcare Cucchini, 38 Roma
(Zona Portuense - Monteverde/Forlanini)
Tel. 334.1598407

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